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Esonero alternativo alla CIG - istruzioni operative per la restituzione in Uniemens in caso di rinuncia

18/10/2021
INPS, con il messaggio n. 3475 del 14 ottobre 2021, chiarisce che i datori di lavoro che abbiano fruito per intero dell’esonero previsto dall’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto), possono ugualmente accedere al diverso esonero introdotto dall’articolo 12, comma 14, del decreto-legge n. 137/2020 (c.d. Decreto Ristori), previa rinuncia, ai sensi del successivo comma 15, a una quota di esonero di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020, “anche per una frazione del numero dei lavoratori interessati dal beneficio”.
L'Istituto spiega che, in assenza di una definizione normativa del concetto di “frazione” di esonero a cui l’azienda debba rinunciare, al fine di accedere alle misure previste dal decreto-legge n. 137/2020, tale requisito deve ritenersi soddisfatto anche in caso di rinuncia alla quota di esonero relativa a un solo lavoratore.
In particolare, l’eventuale rinuncia di quote di esonero fruito garantirebbe all’azienda interessata, a fronte della restituzione di un importo parametrato alla contribuzione datoriale dovuta per un singolo lavoratore, l’accesso all’esonero di cui all’articolo 12, comma 14, del decreto-legge n. 137/2020, in ragione delle ore di integrazione salariale fruite nel mese di giugno 2020, per tutti i lavoratori interessati dalla predetta integrazione salariale.
L'Istituto chiarisce inoltre che, poiché l’articolo 12, comma 15, del decreto-legge n. 137/2020 consente espressamente di rinunciare all’esonero di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020 per avere accesso alle misure previste dal decreto-legge n. 137/2020, in tale fattispecie, è consentito derogare alla regola dell’alternatività tra misure (esoneri e trattamenti di integrazione salariale) collocate nella medesima finestra temporale. Tuttavia, l'Istituto precisa ulteriormente che, qualora i datori di lavoro interessati abbiano già avuto accesso all’esonero di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020, in assenza di restituzione delle quote del suddetto beneficio, resta ferma l’impossibilità di accedere al nuovo esonero disciplinato dall’articolo 12, comma 14, del decreto-legge n. 137/2020.
Pertanto, al fine di procedere alla restituzione della quota di esonero di cui all’articolo 3 del decreto-legge n. 104/2020, i datori di lavoro interessati che non abbiano già provveduto all’invio di flussi regolarizzativi, valorizzeranno all’interno di <DenunciaIndividuale>, <AltreADebito>:
- nell’elemento <CausaleADebito> il nuovo codice causale “M903”, che assume il significato di “Restituzione quota Sgravio Articolo 3 del decreto legge n.104/2020”;
- nell’elemento <ImportoADebito>, indicheranno il relativo importo.
L’Istituto ricorda che la quota di esonero relativa al singolo lavoratore, oggetto di restituzione, deve essere determinata secondo le indicazioni già fornite con la circolare n. 105/2020.
Infine, l’Istituto rammenta che il codice di restituzione sopra indicato può essere esposto unicamente dai datori di lavoro contraddistinti dal codice di autorizzazione “2Q” e sulle denunce di competenza dei mesi da settembre 2021 a dicembre 2021.
Servizio Previdenza - fscimone@confindustria.ge.it - (+39) 010 8338.469

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