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Indicatori economici Città Metropolitana di Genova - 2° semestre 2020

09/02/2021
L’attività delle aziende genovesi, ripartita nei mesi estivi dopo il crollo del primo semestre 2020, ha chiuso la seconda parte dell’anno in chiaro-scuro, con molte incognite per il futuro.
A giugno scorso è stato evidenziato come le conseguenze della pandemia nei primi sei mesi del 2020 siano state gravi soprattutto per l’industria, che ha risentito della cancellazione di ordini dal mercato interno ed estero, e per molte attività terziarie (turismo, trasporti, attività ricettive e di ristorazione).
 
La fine del lockdown e la ripresa estiva hanno determinato un’importante risalita della domanda, che in molti settori si era sostanzialmente azzerata, e ha rilanciato l’attività soprattutto nell’industria manifatturiera con incrementi rilevanti nel terzo trimestre. In sintesi, nel comparto manifatturiero, risultati complessivamente positivi caratterizzano gli andamenti delle aziende metalmeccaniche ed impiantistiche (ad eccezion fatta per la raccolta degli ordini, in calo), del settore chimico e di quello alimentare, che registra le performance migliori. Meno bene l’high-tech, la cantieristica e il tessile. 
 
Nei servizi, invece, il recupero iniziato in estate si è arrestato ad ottobre: la seconda ondata di contagi ha colpito nuovamente l’attività economica delle aziende che hanno chiuso l’anno con ulteriori cali di fatturato e ordini. Nei mesi estivi, mentre altre attività ripartivano, il settore turistico è stato gravato dalla forte diminuzione dei flussi turistici, specie quelli provenienti dall’estero; la ripartenza dei contagi ha poi definitivamente affossato qualsiasi speranza di parziale recupero nel semestre in corso da parte degli operatori del settore. Il secondo importante settore maggiormente in difficoltà rimane quello dei trasporti e logistica: i cali maggiori si concentrano sulle aziende dei trasporti, ma anche i terminal operators e gli altri operatori della logistica denunciano cali del giro d’affari. 
 
Sul fronte dell’occupazione, le difficoltà delle aziende si sono riflesse in una decisa contrazione del monte ore lavorate e delle ULA (unità lavorative annue, equivalenti, virtualmente, a lavoratori a tempo pieno). Le misure governative hanno tuttavia evitato che vi fosse anche un deciso calo del numero di occupati, preservato grazie al blocco dei licenziamenti e dalla possibilità per tutte le aziende di avvalersi della Cassa Integrazione Covid-19.
 
 
 
Servizio Centro Studi - gconforti@confindustria.ge.it - (+39) 010 8338.582

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