NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Indicatori economici Città Metropolitana di Genova - 1° semestre 2020

06/08/2020
 
Nel primo semestre 2020, il 78% per cento delle imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi del campione dell’indagine ha accusato conseguenze negative relative alla pandemia e alle connesse misure di contenimento, con l’attesa di un calo significativo delle vendite nel primo semestre del 2020, che potrebbe essere solo parzialmente recuperato nella seconda parte dell’anno. Oltre all’industria, i comparti che si basano sulla mobilità di merci e persone (trasporti, logistica e turismo) sono stati fortemente penalizzati. Il calo di fatturato è stato notevole: tra le aziende della logistica, trasporti e terminal operators la flessione è stata, in media, tra il 14% e il 18%. Nel periodo gennaio – giugno la movimentazione del Porto di Genova è diminuita complessivamente del 18,3%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il traffico Teus passante per il Porto è anch’esso diminuito del 13,8%, così come le navi attraccate e partite (-21%).
Le aziende del turismo hanno pagato il prezzo più alto con un crollo del fatturato su base semestrale di oltre il 50%. Nei mesi di marzo e aprile gli arrivi di turisti nella Città Metropolitana di Genova sono calati rispettivamente dell’ 87% e del 99%, le presenze del 73% e 93%. I passeggeri delle crociere sono calati, nel primo semestre, dell’82,9%.
L’industria manifatturiera ha subito più di tutte la chiusura forzate delle attività, con il fermo dell’attività produttiva (-12% su base semestrale) e conseguente forte calo del fatturato (-16,9% fatturato italiano, -11,8% quello estero). Meglio, benché scontino anch’esse dei cali, le aziende dei servizi, grazie al contributo delle aziende dell’informatica che in alcuni casi sono riuscite, nel periodo del confinamento, a trovare opportunità di sviluppo del business.
I drammatici cali dei livelli di attività si rifletteranno inevitabilmente sull’input di lavoro impiegato. La contrazione di quest’ultimo si è tradotta in calo di ore lavorate pro-capite, piuttosto che di posti di lavoro. In prima battuta, per limitare la distruzione di posizioni lavorative è stato fatto il più ampio ricorso possibile a forme di riduzione degli orari, senza eccessivi oneri aggiuntivi per le imprese, quali smaltimento ferie o utilizzo di congedi parentali da parte di chi abbia oneri di cura di minori.
 
 
 
Servizio Centro Studi - centrostudi@confindustria.ge.it - (+39) 010 8338.572

Scadenze

No result...

Download

Link

No result...