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Congiuntura Flash Centro Studi Confindustria

28/01/2016

Il 2016 dell’economia globale è iniziato all’insegna delle turbolenze, con crolli delle Borse e dei prezzi delle materie prime e rivalutazione del cambio effettivo dell’euro. Le condizioni finanziarie sono così diventate più restrittive,“come se” i tassi fossero aumentati di un punto percentuale, e la ritrovata alta fiducia complessiva di famiglie e imprese già ne risente. Non è l’ambiente ideale per far prendere quota all’incremento del PIL italiano. Tanto più che il credit crunch è stato sì un po’ allentato, ma rimane zavorrata l’erogazione di prestiti alle imprese a causa della grande mole di sofferenze, la stretta regolamentare sui requisiti di capitale delle banche e l’entrata in vigore del bail-in (che è più penalizzante per l’Italia): un ostacolo serio per la risalita dell’attività economica. L’ulteriore forte caduta del prezzo del petrolio aggiunge spinta al reddito disponibile nei paesi consumatori (per il Belpaese vale uno 0,2% di PIL in più quest’anno), però nell’immediato è insieme specchio e fonte di instabilità internazionale. Tutte queste fibrillazioni segnalano che lo scenario è diventato più sfidante, con maggiori rischi al ribasso. Tuttavia, il quadro resta favorevole. Gli USA vivono una ripresa robusta, come dimostrano l’andamento dell’occupazione e i segnali di ritorno degli ordini esteri, anche se il primo trimestre soffrirà del solito maltempo e degli ulteriori colpi inferti all’industria petrolifera. L’Eurozona continua ad avanzare a passo moderato. La Cina rallenta secondo le attese e la buona notizia è che la ricomposizione dalla manifattura al terziario si sta realizzando, sebbene con inevitabili scossoni.
A peggiorare, piuttosto, sono Brasile e Russia; l’India registra qualche debolezza. In tale contesto, il ritmo di recupero italiano è rimasto fiacco, ma c’è stato un buon rilancio dell’export, che sarà sostenuto dai mercati dell’Eurozona. La domanda interna sale tirata soprattutto dai consumi; gli ordini domestici registrano forti incrementi.
L’occupazione marcia in presa diretta con l’economia e in linea con le previsioni CSC. La legge di stabilità, per dimensione e composizione, darà l’atteso sostegno (0,4 punti di PIL nel 2016-17, stima anche la Banca d’Italia).

Leggi l'intera relazione del CSC

 

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