Centro Studi Confindustria - Rapporto di previsione "LIBERARE IL POTENZIALE ITALIANO. RIFORME, IMPRESE E LAVORO PER UN RILANCIO SOSTENIBILE"

13/04/2021
Il Centro Studi Confindustria (CSC) prevede un graduale recupero del PIL italiano, del +4,1% nel 2021 e del +4,2% nel 2022. Numeri storicamente elevati per un paese come l’Italia, ma non si tratta di crescita: a fine 2022 l’economia italiana ciuderà il profondo gap aperto nel 2020 dalla pandemia. La revisione al ribasso di 0,7 punti percentuali per il 2021, rispetto allo scenario CSC di ottobre, è spiegata da due trimestri (l’ultimo del 2020 e il primo di quest’anno) più negativi dell’atteso, a causa del peggioramento della crisi sanitaria dall’autunno scorso.
La previsione è condizionata all’avanzamento della vaccinazione di massa in Italia ed Europa. In particolare, lo è il profilo trimestrale per il PIL italiano, che include un forte rimbalzo nei mesi estivi del 2021 (+2,8%) e un altro marcato incremento in quelli autunnali (+1,4%), prima di un assestamento su ritmi più moderati nel corso del 2022 (+0,6% in media a trimestre). Lo scenario CSC, infatti, si basa sull’ipotesi che la diffusione del Covid sia contenuta in maniera efficace a partire dai prossimi mesi, grazie alla somministrazione dei vaccini a quote sempre più ampie della popolazione, secondo l’obiettivo del Governo di arrivare all’80% a settembre 2021. Data l’incertezza su tale ipotesi, i rischi della previsione sul PIL sono elevati, sia al rialzo che al ribasso.
 
Un importante contributo alla risalita del PIL, già quest’anno e poi nel prossimo, sarà fornito dagli effetti positivi derivanti dalle risorse europee che spetterebbero all’Italia in base al programma Next Generation EU (NG-EU).
 
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