NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Dati MASE sulla situazione energetica nazionale

04/08/2023

Il 31 luglio 2023 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato la  relazione annuale sulla situazione energetica nazionale, con riferimento ai dati del 2022. La Relazione, a cura della Direzione Generale Infrastrutture e Sicurezza del Dipartimento Energia, oltre a contenere i consueti capitoli sull’evoluzione del mercato internazionale dei principali prodotti (petrolio, gas, carbone e fonti rinnovabili), sul quadro energetico nazionale (domanda e offerta di energia in Italia con un dettaglio sulle singole fonti energetiche) e sugli impieghi finali dei diversi settori, contiene anche due monografie con focus sulle “imprese energivore” e sulle “principali misure di sostegno alla crisi energetica”.

La Relazione evidenzia subito la forte contrazione dei consumi di energia nel 2022 in Italia, scesi a 109.307 migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktep), - 3,7% rispetto al 2021, nonostante la robusta crescita del PIL (+ 3,7%). Tale diminuzione si è manifestata in modo considerevole nel settore dell’industria (- 7,8%) e anche negli altri settori (- 7,6%), ad eccezione di quello dei trasporti, l’unico ad aver visto un lieve aumento (+ 5,3%).

Anche la domanda primaria di energia (in termini di disponibilità energetica lorda) e l’intensità energetica hanno registrato un forte calo, con valori rispettivamente pari a 149.175 migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktep), - 4,5% rispetto al 2021 e 85,5 tep/milione di euro, - 7,9% rispetto al 2021 (livello più basso negli ultimi dieci anni).

La richiesta totale di energia elettrica nel 2022 è stata pari a 316,9 TWh (dati provvisori), pari a - 0,9% rispetto al 2021 e - 0,8% rispetto al 2019 (non sono stati ancora raggiunti i livelli pre-pandemia).

La composizione del mix energetico nazionale è stata la seguente:

• 37,6% dal gas naturale: 68,7 miliardi di m3/anno, - 10,1% rispetto al 2021;
• 35,7% da petrolio e prodotti petroliferi: 58,4 Mtep, - 0,4% rispetto al 2021;
• 18,5% da rinnovabili e bioliquidi: - 7,8% rispetto al 2021;
• 5% da combustibili solidi: + 34,1% rispetto al 2021;
• 2,5% da energia elettrica: + 0,5% rispetto al 2021.

Anche nel 2022 il gas è stato la principale fonte energetica in Italia, con l’intero settore termoelettrico tradizionale (non rinnovabile) a copertura della maggior parte del fabbisogno nazionale di energia elettrica (64,8% del totale dell’energia prodotta, + 7,9% rispetto al 2021). Nonostante tutto, le rinnovabili hanno trovato ampia diffusione nei diversi settori, producendo il 19% del totale dell’energia prodotta, in linea col 2021. Il fotovoltaico ha segnato il record storico di oltre 28 TWh di produzione, al contrario è stato registrato un minimo storico nella produzione idroelettrica, la quale è scesa del 36,6%, attestandosi a 30,1 TWh.

Nel 2022 la produzione nazionale di fonti energetiche è diminuita dell’8%, a eccezione di quella del gas (incluso il biometano) stabile al + 4%, ma solo per l’effetto della riduzione dei consumi: la produzione nazionale di gas nel 2022 ha, infatti, segnato un nuovo minimo storico scendendo a 3,4 miliardi di m3/anno contro i 3,5 miliardi di m3/anno del 2021.

Anche nel 2022 è stata confermata la forte dipendenza dell’Italia dalle fonti di approvvigionamento estere, dipendenza aumentata del 3,5%. In particolare, sono diminuite le importazioni nette relative al gas naturale (- 4,9%) e alle energie rinnovabili e bioliquidi (- 5,9%), mentre si è registrato un forte aumento nelle importazioni nette di combustibili solidi (+ 41,6%), di petrolio e prodotti petroliferi (+ 10,5%) e di energia elettrica (+ 0,5%).

La quota di importazioni nette rispetto alla disponibilità energetica lorda (indicatore netto del grado di dipendenza del Paese dall’estero) è aumentata passando dal 73,5% del 2021 al 79,7% del 2022.

In conclusione, si può affermare che il 2022 sarà ricordato come uno degli anni peggiori per il mondo dell’energia, non solo per i record toccati dai prezzi di tutte le commodities (gas in primis), ma anche per tutte le perturbazioni geopolitiche e socioeconomiche (crisi economica e inflazione) da essi innescati. Nonostante tutto, il valore aggiunto complessivo dei settori produttivi è aumentato in volume del 3,9% mentre quello del settore energetico ha segnato un decremento pari all’1,3%. In termini assoluti, a prezzi correnti, il settore energetico ha generato un valore aggiunto pari a circa € 57,7 miliardi con un contributo al PIL pari al 3,0%.

Servizio Energia - adelucchi@confindustria.ge.it - (+39) 010 8338.583

Scadenze

No result...

Download

Link

No result...